Publisher;:Clueb s.c.a.r.l. 

Author/s

Autore Guzzi Rodolfo
  

Essere
Il piccolo satelllite
 

Argument

AstronomiaFumettistica 

Subjects

Fuori collana  

Series Out of series

2000  

Pages

48, Tables outside Text - :0  

Illustrations

color:29, B/W: 14  

ISBN  

88-491-1624-1  

Notes  

 

Price :  

€ 16,00
Recensioni  ITALIANO;ITALIANO; 

 

Book


 
Copertina
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Illustrazione
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ITALIANO
Raccontare la conquista dello spazio ha illustri esempi. Da Jules Verne ("Dalla terra alla luna") a R.E.Raspe ("Il barone di Munchhausen") fino al piu' recente P.K. Dick ("Do Androidis dream of electic sheep") la fantasia si e' intrecciata con la scienza. Molti fatti successi negli ultimi anni, dalla conquista della Luna allo sviluppo della Stazione Spaziale Internazionale hanno stimolato la fantasia. I recenti progetti scientifici tesi a colonizzare Marte e a studiare lo spazio profondo sono diventati parte dell'immaginario scientifico. I progetti spaziali hanno una lunga gestazione e questo significa che non sempre chi ha formulato e sviluppato l'idea di partenza ne vedra' il compimento. Per questo ci si rivolge alle nuove generazioni, a quei ragazzi che potranno vedere realizzate le idee che altri hanno avuto. Allora bisogna uscire dal linguaggio scientifico per addetti alla ricerca e trovare nuovi modi di rappresentare le attivita' spaziali. Il fumetto e' stato una delle prime forme espressive a cimentarsi con il viaggio spaziale e le sue implicazioni attraverso l'invenzione di macchine e nuovi mondi: basta ricordare Flash Gordon ed eroi similari...Questo libro-fumetto rappresenta un nuovo modo di affrontare le tematiche spaziali. Non solo per rappresentare, ma anche per raccontare la scienza e la tecnologia ed i suoi risultati, ricordando che l'emozione e' alla base della ricerca a quell'immaginario scientifico che apre la strada alle novita' della scienza...
(dalla Prefazione di Sergio De Julio, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, ASI)
Inizio

ITALIANO
Si rimirava nelle lamine d'oro che gli stavano di fronte, vedeva dei lembi dorati che gli pendevano lungo il corpo e si sentiva orgoglioso. Lui considerava suo padre quell'essere grande e grosso, fatto come lui, pieno di foglie dorate in cui si poteva specchiare. Vedeva i suoi occhi luccicare e pensava al momento in cui si sarebbe trovato lassu', per mano a suo padre a vedere le comete solcare il mare astrale. Pensava di chiudere i suoi piccoli occhi che fino ad allora avevano scrutato soltanto il mondo dove era nato. Sentiva il suo corpo ammorbidirsi ed espandersi e mentre i suoi pensieri percorrevano le vie dei sentimenti e la sua gioia aumentava, il suo corpo assumeva una forma tondeggiante e gli spigoli di cui era fatto si arrotondavano. Tutto intorno a lui era candido, pulito: non vi era polvere che galleggiasse sull'aria, non vi erano turbolenze o soffi d'aria. Era in una sala ovattata, in cui uomini vestiti di camici bianchi, silenziosamente manovravano dei bracci meccanici, che mandavano un secco rumore, un clak, ogni volta che di mettevano in moto o ritornavano nella posizione di riposo. Quei bracci erano gentili e lievi come quelli di una mamma che culla il suo bimbo. Prendevano oggetti e li posavano con molta delicatezza. Quante volte anche, era stato cullato da quelle braccia, tante volte, che ormai, lui, le conosceva come le braccia della sua mamma..."
(Da "Il Piccolo Satellite")
Inizio