SCHEDA 

Author/s

Autore Ricoeur Paul
Curatore Possati Luca M.
  

Filosofie critiche della storia
Ricerca, spiegazione, scrittura
 

Argument

Filosofia 

Subjects

hi-storytelling  

Series Out of series

2010  

Pages

98, Tables outside Text - :0  

Illustrations

color:0, B/W: 0  

ISBN  

978-88-491-3369-1  

Notes  

Formato: 145x210  

Price :  

€ 12,00
Recensioni  quarta di copertina; 

 

Book


 
copertina
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quarta di copertina
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quarta di copertina
A chi spetta l'ultima parola sulla conoscenza del passato? Alla storia o alla memoria? Che rapporto intercorre tra la storia e la vita? Queste sono le domande fondamentali di Filosofie critiche della storia (1994), densissimo saggio di Paul Ricoeur che affronta i nodi centrali e le questioni decisive della teoria della storia. Cronologicamente a metà strada tra Tempo e racconto (1983-85) e La memoria, la storia, l'oblio (2000), è un tipico «testo di passaggio», in cui la riflessione si muove da un estremo all'altro, scoprendo e riscoprendo aporie "paralizzanti" attraverso un confronto critico con tutta la letteratura sull'argomento: una «dialettica a sintesi aggiornata», che rinuncia alla ricerca del sapere assoluto di tipo hegeliano. Fatto rarissimo, esso presenta un'autentica ritrattazione - che è anche un prolungamento - dei risultati di un'opera capitale come Tempo e racconto, la grande trilogia sull'intreccio tra storia, narrazionee temporalità. Di fronte alla caduta di molte acquisizioni, Ricoeur si impegna nel trovare nuove strade, restando però fedele alla sua indagine fenomenologica delle aporie del tempo - in particolare della rappresentazione del passato -, che vengono affrontate gradualmente, per distinguerne e annodarne le fila, raccolte poi sotto tre titoli: ironia della storia; logica narrativa/ effetto di realtà; passato/assente della storia. Tutto conduce infine al grande enigma: la traccia come effetto-segno del passato. Di qui le domande: com?è possibile una rappresentazione del passato? Come può qualcosa di presente «stare per» o «rinviare a» qualcosa d'altro - assente perché ormai estinto? Come si può definire l'essere di questa assenza, cioè di un "nulla" che però ci "ossessiona", costringendoci a fare storia? E che cosa significa questa assenza per il nostro vivere attuale?
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